Oggi tutto è comunicazione. Tutto è marketing. Tutto è racconto.
A Carmignano arriva il terzo fontanello: questa volta a Comeana, in via Rossini. Da ieri, acqua "gratuita" per tutti. Inaugurazione con foto di rito: presenti il sindaco Edoardo Prestanti e il presidente di Publiacqua, Nicola Perini.
“I fontanelli sono molto apprezzati dai cittadini e servono a dimostrare che l’acqua del pubblico acquedotto è buona, sana e non ha bisogno della plastica per essere trasportata”, spiega Perini.
Perfetto. Ma se l’acqua è buona, sana e pubblica, lo è anche quella che esce dai rubinetti di casa. O forse no? Perché allora tutta questa enfasi?
L’elemento davvero eclatante, in realtà, è un altro: dai fontanelli l’acqua non ha quel persistente retrogusto calcareo che conosciamo bene nelle nostre cucine. E così, attraverso un’operazione di marketing ben confezionata, ci viene raccontato che Publiacqua è “attenta al consumatore”.
Se l’attenzione è reale, una domanda sorge spontanea: perché non intervenire direttamente sull’acqua domestica? Perché non installare filtri locali o soluzioni strutturali che evitino quel sapore fastidioso a monte, invece di celebrarne l’assenza a valle?
A Carmignano paese le fontanelle pubbliche c’erano già. Prima che sparissero (forse proprio su richiesta di Publiacqua), nell’arco di pochi metri — tra Piazza Matteotti e il Comune — se ne contavano almeno quattro.
L’acqua pubblica non ha bisogno di inaugurazioni. Ha bisogno di arrivare buona anche a casa. E, possibilmente, senza chiedere pure l’applauso.
Il resto è narrazione.