Da oggi a Poggio a Caiano torna il senso unico.
Una scelta che affonda le proprie radici in una lunga e complessa vicenda amministrativa e politica: inizialmente sostenuta dal Partito Democratico nelle precedenti fasi di gestione della viabilità, successivamente modificata dall’attuale amministrazione guidata dal sindaco Palandri, e infine riportata all’assetto originario a seguito di decisioni giudiziarie.
Nel mezzo di questo confronto politico restano i cittadini, che quotidianamente devono affrontare percorsi più lunghi e complessi. In particolare, per raggiungere Prato, alcuni tragitti obbligano a uscire temporaneamente dal territorio provinciale per poi rientrare, con un allungamento del percorso stimato fino a circa due chilometri, una situazione penalizzante soprattutto per chi lavora nel capoluogo.
Da tempo, dunque, a Poggio a Caiano è in corso un confronto acceso e senza apparenti sbocchi sulla viabilità cittadina, spesso descritto come un “ping pong” continuo tra le forze politiche.
Su questo tema è intervenuto nei giorni scorsi il Partito Democratico locale, attraverso un comunicato privo di firma individuale, in risposta alle prese di posizione di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Il PD accusa i partiti di centrodestra di fare propaganda e di tentare di nascondere quello che definisce un fallimento amministrativo.
Secondo il PD, è contraddittorio parlare di “confronto” quando, a loro giudizio, il sindaco Palandri sarebbe stato assente dal dialogo pubblico, in particolare per:
la mancata convocazione di assemblee pubbliche dedicate alla viabilità;
l’assenza del primo cittadino a incontri promossi da cittadini e altre forze politiche;
una gestione ritenuta chiusa e poco incline al confronto, giudicata lontana dai principi di “buona amministrazione”.
Il ritorno del senso unico in via Vittorio Emanuele viene indicato dal PD come la prova del fallimento dell’azione della giunta Palandri. Secondo il partito:
dopo quasi tre anni dall’insediamento, il progetto complessivo sulla viabilità sarebbe venuto meno;
mancherebbe una visione organica e di lungo periodo per la città.
Il PD sostiene inoltre che gli unici interventi concreti con prospettive di realizzazione siano quelli avviati dalle precedenti amministrazioni, tra cui:
il rifacimento del campo sportivo comunale;
la pista ciclabile dalle Scuderie Medicee verso Comeana, con la riqualificazione delle aree interessate.
Secondo i dem, smantellare quanto realizzato in passato senza proporre alternative strutturate porta soltanto a un peggioramento complessivo della situazione.
Nel loro comunicato, i rappresentanti del PD affermano che, di fronte alle difficoltà emerse, sindaco, vicesindaca e maggioranza abbiano reagito attaccando l’opposizione, i cittadini che hanno presentato ricorsi e il presidente della Provincia di Prato. Ma che per onor della cronaca ci ha anche messo del suo.
Il partito esprime invece rispetto e solidarietà nei confronti dei cittadini ricorrenti e del presidente della Provincia, ricordando che l’annullamento dell’ordinanza sul doppio senso da parte del TAR Toscana è avvenuto per motivi di illegittimità dell’atto.
Sempre secondo il PD, il successivo ricorso al Consiglio di Stato da parte del sindaco avrebbe aggravato la situazione, portando a una bocciatura definitiva. Il conseguente ripristino della viabilità precedente da parte della Provincia viene definito un atto dovuto per legge e in ottemperanza alla sentenza.
Il PD critica inoltre la ricerca di capri espiatori per mascherare l’insuccesso politico, citando in particolare le polemiche rivolte al presidente della Provincia. Nel comunicato non viene però richiamata la precedente ipotesi, avanzata dallo stesso presidente, di un possibile doppio senso su Ponte al Mulino, ipotesi successivamente ritirata dopo la pronuncia dei giudici.
Secondo il PD, il tema del doppio senso su Ponte al Mulino viene talvolta utilizzato in modo strumentale, come presunta soluzione per le emergenze, mentre:
le sentenze indicano chiaramente il mantenimento del senso unico;
le scelte sulla viabilità dovrebbero basarsi su analisi tecniche e dati oggettivi, non su esigenze di consenso politico.
Il partito ricorda infine che Ponte al Mulino è comunque uno dei primi punti a essere chiusi in caso di criticità idrauliche e definisce “sciacallaggio politico” l’uso della paura per giustificare decisioni già bocciate in sede giudiziaria.
Quanto alle prospettive future, il PD ribadisce che il problema del traffico è serio e richiede competenza e pianificazione. In questo quadro, il centrosinistra afferma di lavorare da anni al progetto del Ponte alla Nave, un’infrastruttura che potrebbe ridurre il traffico di attraversamento nel centro storico, pur trattandosi di un’opera discussa da decenni.
Il PD conclude chiedendosi perché il centrodestra non abbia ancora espresso una posizione chiara su questo intervento.
Il PD, insomma, fa e dice cose. Ha imposto il senso unico e lo sostiene ancora, nonostante centinaia di cittadini poggesi siano costretti a seguire tragitti insensati e con strade non idonee a certi tipi di traffico. Ma per il PD il ritorno al senso unico è un fallimento della giunta Palandri (o una vittoria loro). Cosa questo comporti ai cittadini, poco importa.
Nell’immagine è chiaramente visibile il percorso che i cittadini di Poggio devono seguire per raggiungere Prato. Il punto X indica la strada di destinazione, via Roma.
Chi parte dai punti 1, 2 e 4 è costretto a compiere un giro lungo e poco razionale, poiché non può passare direttamente da Ponte a Molino. In particolare, il punto 1, pur trovandosi a poche centinaia di metri dal punto X, è obbligato a percorrere numerose strade prima di arrivare a destinazione, con un allungamento del tragitto di circa 2 chilometri.
Anche chi proviene da Prato (punto 3), sia poggese, carmignanese o comeanese, deve affrontare un percorso complesso per raggiungere l’area indicata con il punto Y.