DEL PONTE AL MULINO, DEL PONTE ALLA NAVE E DELLE MOLTEPLICI VISIONI
In tutte le diatribe, accese e muscolari, che scaldano la già torrida estate poggese, tra parchi chiusi, parchi aperti, raccolte di firme, repliche e controrepliche, è il caso, secondo questo Comitato, di tornare a parlare di viabilità: problema irrisolto che rimane tale.
Il Ponte al Molino resta chiuso verso Prato, su Via Vittorio Emanuele il senso unico provoca tir che si sperdono e code, con le grandi opere “di visione”, come il chimerico Ponte alla Nave, che sono lontane, ed in tutto questo Via Cioppi, come anche Via Maccanti, affoga.
Già, perché per salvaguardare una zona, nella migliore tradizione italica (ben descritta però dagli anglofoni con il termine NIMBY, ovvero “non nel mio cortile”), si è spostato il problema di pochi metri.
Insomma, come spesso avviene in questo povero Paese, si è spazzato e si è messa la polvere sotto il tappeto. Dicono, e certamente hanno ragione, che è un problema di visione.
C’è una visione alta, che, a partire dalla “nuova” piazza, prevede un assetto del centro paesano ampiamente pedonalizzato, nella prospettiva del Ponte alla Nave, che devierà fuori il traffico proveniente dalla zona industriale di Comeana e dalle Signe, mentre quello da Firenze verso Prato e Pistoia prenderà definitivamente la Via Fallaci.
Visione interessante, ma di lungo periodo.
Poi c’è la visione che potremmo definire “immanentista”, ovvero che guarda all’attualità e ai lunghi anni che ci separano dalla realizzazione di questa grande viabilità esterna, che guarda all’oggi, per trovare un alleggerimento del traffico.
E’ la visione che prevede il doppio senso su Via Vittorio Emanuele e la riapertura del Ponte al Mulino verso Prato, con il semaforo, beato lui, “intelligente”.
Il Comitato non è contrario a nessuna delle due “visioni” e crede che possano convivere, nell’ottica, sempre auspicata, del “buon senso”.
I problemi che, sin da Gennaio, abbiamo evidenziato, sono gli stessi:
1) Serve una seconda via d’uscita verso Prato e l’unica soluzione è riaprire il Ponte al Mulino
2) Il senso unico su Via Vittorio Emanuele è stato, per quanto imposto, un rimedio peggiore del male. Ancora più grave è stato il NO della Provincia alla corsia preferenziale.
3) La situazione di Via Cioppi e delle strade limitrofe non è ulteriormente sostenibile.
Alle Istituzioni e ai Partiti il Comitato chiede di deporre l’ascia di guerra e di sedersi IMMEDIATAMENTE ad un tavolo, senza pregiudizi e senza steccati, per esaminare tutti questi complessi aspetti e dare a Poggio una viabilità agile e scorrevole.
Quando poi ci sarà il Ponte alla Nave, o la variante dei Sodi o quello che sarà, tutto potrà essere ripensato.
Crediamo che anche chi, fino ad ora, ha sempre detto NO, possa, in via provvisoria, pronunciare finalmente un bel SI’.
E’ inutile darsi ai grandi voli pindarici per un centro pedonalizzato, quando lo stesso centro è sotto assedio.
Diversamente, le “visioni” saranno quelle degli utenti della strada intrappolati nel traffico, e non saranno certamente “visioni” edificanti.
IL DIRETTIVO