Tanto tuonò che piovve.
Come già paventato, è pervenuta una richiesta al Comune di Poggio a Caiano di incremento di spese per il servizio di trasporto pubblico locale.
I maggiori oneri sono stati quantificati in poco meno di 50.000 Euro oltre Iva di Legge.
La richiesta consegue alla più lunga percorrenza che i mezzi di Autolinee Toscana devono affrontare a seguito del ripristino del senso unico in Via Vittorio Emanuele II.
Come noto, ciò è dovuto all’ordinanza della Provincia di Prato n. 14 del 13.2.26, adottata, a dire della Provincia, in esecuzione della nota sentenza del Consiglio di Stato.
Non è questa la sede per discutere della correttezza di questa ordinanza, atteso che la stessa è stata impugnata da un gruppo di cittadini poggesi ed è, pertanto, al vaglio del TAR della Toscana.
Altrettanto nota è la nostra posizione di contrarietà al senso unico. Ci preme, piuttosto, fare, come sempre, leva sul BUON SENSO. Già nel Febbraio 2026 questo Comitato, cercando di ragionare sullo stato esistente, ovvero sul senso unico (al quale, come detto, eravamo e siamo contrari), propose l’istituzione su Via Vittorio Emanuele, di una corsia preferenziale in controflusso anche a servizio, oltre che dei mezzi di soccorso, di quelli di trasporto pubblico.
Il Comune di Poggio a Caiano ci ascoltò ed avviò una concertazione, che trovò l’adesione anche di ASL e della Protezione di Signa.
Furono lanciate accuse di “ripicche”, di “vendette” e pure di “amichettismo”. Naturalmente, anche in questo caso ci fu il “Signorno’”.
La Provincia, con argomentazione in effetti non comprensibile, si trincerò dietro la sentenza del Consiglio di Stato e ricusò il richiesto nulla osta. Le persone di BUON SENSO si chiesero quale aggravio di inquinamento potesse derivare dal passaggio di qualche corriera e di pochi mezzi di emergenza.
Dicemmo, allora, che la Provincia si era assunta una grande responsabilità. In questa responsabilità rientra anche quella di aggiungere costi sui contribuenti.
Sappiamo che il Comune sta compiendo i dovuti passi per chiarire se queste somme siano da imputare alla Provincia di Prato, quale ente gestore della strada che ha adottato la predetta ordinanza, o allo stesso Comune di Poggio a Caiano.
Certo è che questo aggravio è frutto delle scelte della Provincia, sia nell’aver ripristinato il senso unico (e questo lo possiamo anche capire, in attesa delle decisioni del TAR), sia nell’aver negato la corsia preferenziale.
Che poi a “frugarsi tasca” debbano essere i soli cittadini poggesi o quelli di tutta la Provincia non cambia il concetto. Resta il fatto che l’adozione della preferenziale, del tutto innocua dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico, poteva evitare tutto questo.
Non vogliamo addentrarci, perché mai lo abbiamo fatto, sulla questione delle responsabilità generali, tuttavia il Comitato continua ad essere basito di fronte ad una politica che, questa per davvero, dà l’impressione di basarsi su “vendette e ripicche”.
Come Comitato restiamo vigili, valutiamo le condotte dei vari Enti coinvolti, e seguiamo la vicenda, pronti ad ogni opportuna, e legale, forma di protesta.
IL DIRETTIVO