A Poggio a Caiano è nato spontaneamente il Comitato Buon Senso, un gruppo trasversale di cittadini che ha deciso di metterci la faccia (e i cartelloni) per dire una cosa semplice: il ritorno totale al senso unico non è la soluzione.
Li state già vedendo certamente, striscioni e manifesti, affissi a terrazzi, sulle macchine, nei negozzi.
In silenzio e in modo pacifico, il comitato vuole far percepire la propria presenza e il proprio dissenso.
Senza urlare, senza montare polemiche, senza inutili accuse, il comitato intende risolvere una questione che è prima di tutto di buon senso e che non dovrebbe essere ridotta a una mera battaglia politica.
Il Comitato non parla di partiti, parla di realtà quotidiana. Quella che i cittadini vivono ogni mattina chiusi in auto per colpa di una viabilità che sfida la logica.
I numeri che non tornano (e che paghiamo tutti)
Il Comitato "Buon Senso" sta portando a galla i paradossi di una viabilità che sembra progettata contro tutti.
Il falso mito dell'ecologia. Obbligare migliaia di auto a fare tragitti assurdi e "allungati" non pulisce l'aria. La scienza è semplice: più strada percorri, più inquini. Il senso unico crea solo code e stress, non certo salute.
Meno macchine da via Vittorio Emanuele. Dove vanno queste auto, allora? Porteranno il loro carico altrove. Quindi il tanto decantato diritto alla salute vale solo per chi abia in quella via ?
I costi. 45.000€, é la cifra extra chiesta da Autolinee Toscane al Comune. Perché? Perché i bus devono fare percorsi infiniti a causa del senso unico. Sono soldi pubblici che spariscono nel gasolio per fare chilometri inutili. E se lo chiede AT, perchè non dovrebbero chiederlo anche i poggesi?
Effetto Labirinto: I cittadini sono costretti a percorsi illogici che rubano tempo alla vita privata e al lavoro, e questo genera anche maggiore stress. Non è forse diritto alla salute anche questo?
La soluzione? Equilibrio, non ideologia
Il Comitato non cerca lo scontro totale, ma l'equilibrio tra la legalità delle sentenze e la vita reale. La proposta è chiara: usare, appunto, il Buon Senso.
Il caso Ponte al Molino: Il Comitato spinge per il doppio senso sul ponte. È la chiave per decongestionare il paese. Qui però il muro sembra essere il Presidente della Provincia, Calamai. Il Comitato chiede di superare i veti e di guardare ai dati, non alle posizioni di principio.
Cosa vuole il Comitato?
Il Comitato vuole una discussione libera da "impostazioni mentali" e vecchi schemi politici. L'obiettivo è portare la politica a fare l'unica cosa che conta davvero: ascoltare le necessità reali dei cittadini.
I manifesti che vedete in giro in questi giorni sono un segnale chiaro: la pazienza ha esaurito il carburante. È ora che la gestione della viabilità torni a essere un servizio per le persone, non un ostacolo.
Nell’immagine è chiaramente visibile il percorso che i cittadini di Poggio devono seguire per raggiungere Prato. Il punto X indica la strada di destinazione, via Roma.
Chi parte dai punti 1, 2 e 4 è costretto a compiere un giro lungo e poco razionale, poiché non può passare direttamente da Ponte a Molino. In particolare, il punto 1, pur trovandosi a poche centinaia di metri dal punto X, è obbligato a percorrere numerose strade prima di arrivare a destinazione, con un allungamento del tragitto di circa 2 chilometri.
Anche chi proviene da Prato (punto 3), sia poggese, carmignanese o comeanese, deve affrontare un percorso complesso per raggiungere l’area indicata con il punto Y.