A pochi giorni dalla rielezione di Matteo Biffoni per il suo terzo mandato a sindaco di Prato, la procura ha reso nota un’inchiesta su una rete criminale specializzata nella produzione e distribuzione di monete false da 2 euro.
Dopo la polizia ombra, welfare ombra, trasporti ombra e protezione civile ombra (questa parecchio attiva durante l'alluvione di Montemurlo) oggi si scopre anche una Zecca ombra che stampava moneta vera e propria.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione — composta da cittadini cinesi tra gli indagati fermati — operava con una struttura gerarchica articolata, in cui erano distinti i ruoli di produzione, intermediazione e distribuzione. Le monete contraffatte erano particolarmente sofisticate, tanto da riprodurre con grande precisione peso, dimensioni e caratteristiche magnetiche, riuscendo in alcuni casi a superare i sistemi antifrode e a essere utilizzate nei cambiamonete automatici di sale slot e bingo.
Le indagini hanno individuato laboratori clandestini tra le aree rurali di Prato e Quarrata. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati macchinari industriali, presse, coni di coniazione e componenti metallici importati dalla Cina, oltre a ingenti quantitativi di materiali destinati alla produzione delle monete. Secondo gli inquirenti, la rete avrebbe operato attraverso canali logistici che passavano da hub in Belgio e Germania, con successiva distribuzione in diversi Paesi europei, tra cui la Spagna.
Le monete riprodotte includevano anche emissioni commemorative e speciali di vari Stati dell’Unione europea. L’inchiesta riguarda inoltre ipotesi di riciclaggio dei proventi in Croazia e possibili spostamenti di alcuni soggetti verso la Serbia.
Sul piano del dibattito pubblico, il tema della presenza di fenomeni criminali radicati nell’area pratese è da tempo oggetto di attenzione da parte di magistratura e associazioni. In particolare, l’associazione Caponnetto, tramite il suo presidente Salvatore Calleri, ha richiamato più volte l’esistenza di strutture criminali di origine cinese sul territorio, facendo riferimento anche a valutazioni espresse dalla procura guidata da Luca Tescaroli.
Queste segnalazioni, tuttavia, hanno spesso incontrato una risposta politica più attenta a contenere le ricadute comunicative che ad affrontare in modo esplicito la portata del fenomeno. In particolare, proprio il neo rieletto sindaco Biffoni ha più volte criticato l’impostazione del dibattito pubblico, concentrandosi sul rischio di generalizzazioni e sulla tutela dell’immagine della comunità cinese residente, ma senza che ciò si sia tradotto da pare sua in una denuncia altrettanto netta vista la dimensione strutturale delle criticità evidenziate dagli inquirenti.