Torno a parlare sulla viabilità a Poggio a Caiano, con particolare riferimento al contestato senso unico lungo la SR66.
A ridare energia al problema del senso unico è il comitato cittadino "Buonsenso per Poggio”, che in un comunicato diffuso il 14 aprile interviene duramente contro il parere negativo della Provincia di Prato all’istituzione di una corsia preferenziale in controflusso su via Vittorio Emanuele.
Stando al gruppo di opposizione "Poggio, Insieme!" la corsia preferenziale su via Vittorio Emanuele II sarebbe una "ripicca infantile" e un "pretesto inutile". Tuttavia, leggendo le carte ufficiali e i protocolli, emerge qualcosa di ben diverso: quella di una scelta obbligata per garantire la sicurezza dei cittadini e fermare lo spreco di soldi pubblici.
Contestiamo punto per punto le affermazioni dell'opposizione basandoci sui fatti documentati nella Delibera di Giunta n. 42 del 20/03/2026.
L’opposizione sostiene che la corsia preferenziale non serva ai mezzi di soccorso, suggerendo che le ambulanze debbano passare dalla bretella (via Fallaci). La Delibera cita la nota prot. 2801 del 18/02/2026 della Centrale Operativa 118 – Area Pratese. I tecnici del soccorso sanitario definiscono l'istituzione di vie preferenziali una "condizione indispensabile" per garantire la tempestività degli interventi. Chi ha ragione? I consiglieri di opposizione o i medici che devono operare tempestivamente? Dire che il 118 si sbaglia è un’affermazione grave che mette a rischio la salute pubblica.
Secondo l’opposizione, sulla strada passerebbe "poco più di un autobus al giorno". I FATTI: Esiste una comunicazione ufficiale di Autolinee Toscane (prot. 1928 del 05/02/2026) che quantifica in € 15.492,37 annui l’aggravio di costi per il Comune dovuto all'allungamento dei percorsi dei bus causato dal senso unico. Se passasse un solo bus, come si spiegherebbe un rimborso chilometrico così elevato richiesto dall'azienda? La verità è che il "capriccio" del senso unico totale sta svuotando le casse comunali.
L’opposizione accusa la Giunta di agire senza i pareri degli enti gestori (Provincia e Regione). I FATTI: La Delibera n. 42 si basa proprio sull'Ordinanza n. 14 del 13/02/2026 emessa dalla Provincia di Prato. È stata la Provincia, in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, a stabilire l'assetto della SR66. Il Comune non sta "comandando" da solo, ma sta integrando quell'assetto con una corsia preferenziale per risolvere i problemi critici (soccorsi e bus) che l'ordinanza provinciale, da sola, non poteva sanare.
Si parla di inquinamento acustico citando dati ARPAT. I FATTI: Si dimentica però di dire che l'assetto difeso dall'opposizione (quello dell'ordinanza n. 22/2022 di Puggelli) era una "sperimentazione" scaduta il 31/12/2022. Quella sperimentazione è decaduta senza che fossero mai stati prodotti i dati scientifici locali (ma atmosferici) necessari a renderla definitiva. Paradossalmente, la sentenza del Consiglio di Stato ha annullato i successivi atti proprio perché mancava un'istruttoria tecnica solida, che mancava anche prima.
Definire "arrogante" un atto che tutela il passaggio delle ambulanze e risparmia 15.000 euro di soldi dei contribuenti è il solito esercizio di retorica dell'attuale opposizione che ignora la realtà dei fatti. La corsia preferenziale non è una ripicca, ma la risposta doverosa a un vuoto di sicurezza durato troppo a lungo.