Il Consiglio di Stato mette la parola fine alla lunga e controversa vicenda della viabilità nel centro storico di Poggio a Caiano.
Con la sentenza n. 03557/2025, pubblicata il 18 dicembre, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto il ricorso del Comune contro la decisione del Tar Toscana, dichiarando definitivamente illegittime le modifiche al traffico introdotte dalla giunta guidata dal sindaco Riccardo Palandri, in particolare il ripristino del doppio senso di marcia in via Vittorio Emanuele II.
Una sentenza pesante, non solo sul piano formale ma soprattutto su quello sostanziale. Il Consiglio di Stato ha infatti ribadito che l’attività amministrativa deve avere come obiettivo primario la tutela della salute e dell’ambiente, anche a costo di limitazioni alla libertà di circolazione.
Secondo i giudici, il Comune ha privilegiato la “mobilità fluida” ignorando il sicuro peggioramento dei livelli di inquinamento e i danni per i residenti, ritenendo il “fastidio” di un percorso più lungo più importante della salute pubblica.
La vicenda affonda però le radici nel 2022, quando la precedente amministrazione di centrosinistra, guidata da Francesco Puggelli, introdusse una serie di sensi unici sulla base di uno studio sui flussi di traffico, con l’obiettivo di ridurre smog e inquinamento acustico.
Una scelta politicamente difesa oggi dal Pd locale, che rivendica di aver sempre agito nel rispetto dei principi costituzionali.
Nel 2024, l’amministrazione Palandri ha deciso di tornare indietro, ripristinando il doppio senso su tutte le strade interessate, compresa via Vittorio Emanuele, scatenando la protesta di un gruppo di residenti riuniti nel “Gruppo cittadini per il senso unico”. Il loro ricorso al Tar è stato accolto, e il successivo appello del Comune al Consiglio di Stato si è rivelato un boomerang.
Ma accanto alle carenze procedurali messe nero su bianco dai giudici – conferenza dei servizi inadeguata, motivazioni insufficienti, totale sottovalutazione dell’impatto ambientale – emerge un aspetto rimasto finora ai margini del dibattito pubblico: la mancanza di titolarità del Comune sulle strade provinciali.
Via Vittorio Emanuele, infatti, è un tratto della regionale/provinciale 66. Il Comune non è l’ente competente a disporre modifiche strutturali alla viabilità su quel tipo di strada. Un vizio che non riguarda solo le decisioni della giunta Palandri, ma che era già presente nel 2022, quando furono introdotti i sensi unici.
Un errore giuridico identico, passato allora sotto silenzio.
A rendere la questione ancora più delicata è il fatto che, all’epoca, il sindaco di Poggio a Caiano ricopriva anche l’incarico di presidente della Provincia.
La Provincia, unico soggetto titolato a intervenire, non contestò mai formalmente le decisioni comunali. Nessuno, né tra i cittadini né nelle sedi istituzionali, sollevò il tema del conflitto di interessi, consentendo così che una forzatura amministrativa diventasse prassi.
Questo potrebbe anche sottolineare quanto siano "spontanei" questi gruppi di cittadini.
Oggi il Consiglio di Stato chiude definitivamente l’iter giudiziario e non lascia appigli all’amministrazione comunale. Il Comune è chiamato a ripristinare il senso unico su via Vittorio Emanuele e a rimborsare ai cittadini le spese legali sostenute per il giudizio, quantificate dal tribunale in 3.000 euro.
Le opposizioni parlano di una sconfitta politica e amministrativa grave, chiedono scuse pubbliche e decisioni immediate.
Resta però sullo sfondo una domanda più ampia: come è stato possibile che per anni nessuno abbia messo in discussione la competenza dell’ente che decideva, né il conflitto di interessi che ne derivava?
Una domanda che, al di là della viabilità, della giusta sentenza del Consiglio di Stato riguarda il funzionamento stesso delle istituzioni locali.
Sentenza del Consiglio di Stato n. 10027/2025:
Vittoria dei residenti: Il tribunale ha dato ragione alla minoranza che avevano fatto ricorso. L'appello del Comune è stato respinto perché considerato "infondato".
Ritorno ai sensi unici: Poiché l'ordinanza del 2024 (quella del doppio senso) è stata annullata, torna automaticamente in vigore la viabilità del 2022. Il Comune deve quindi ripristinare i sensi unici su via Vittorio Emanuele II e via Pratese.
Il Comune non è competente: Il punto tecnico principale è che Poggio a Caiano ha meno di 10.000 abitanti. Per legge, la decisione sulla viabilità di quelle strade (che sono regionali o provinciali) spetta alla Provincia di Prato e non al Comune.
Il Sindaco non può firmare queste ordinanze (il Sindaco ha "invaso il campo" dei tecnici): I giudici hanno chiarito che la gestione del traffico spetta ai dirigenti comunali e non al Sindaco, tranne in casi di emergenza che qui non esistevano.
La salute prima del traffico: La sentenza stabilisce che il diritto alla salute dei residenti (meno inquinamento e meno rumore) è più importante della "fluidità del traffico". Il Comune non può rimettere il doppio senso solo per far scorrere meglio le auto se questo danneggia la salute di chi vive lì.
Mancanza di prove tecniche: Il Comune ha perso anche perché ha deciso di rimettere il doppio senso senza fare nuovi studi scientifici. Quelli fatti nel 2022 dimostravano che il senso unico faceva bene all'ambiente, e il Comune non ha presentato prove attuali che dicessero il contrario.
Condanna a pagare le spese: Il Comune è stato condannato a rimborsare ai cittadini le spese legali, fissate in 3.000 euro (più tasse), poiché ha perso la causa.
Esecuzione immediata: Il giudice ha ordinato che la sentenza venga eseguita subito dall'autorità amministrativa (il Comune).