Il Comune di Poggio a Caiano era stato inserito ufficialmente dalla Regione Toscana all'interno della cosiddetta "Area di superamento piana Prato-Pistoia". Questa zona è considerata criticamente esposta al rischio di superamento sistematico dei valori limite consentiti dalla legge per il materiale particolato nell'aria (PM10) e per i decibel acustici.
19/06/2026
Di conseguenza, l'ordinanza nacque per attivare "interventi contingibili" finalizzati a ridurre le emissioni di gas inquinanti e il rumore nel centro abitato, agendo sulla viabilità e sul contenimento del traffico pesante (motivazione di sicurezza e viabilità).
L'ordinanza dell'allora sindaco Puggelli faceva esplicito riferimento alla necessità di ottenere "una significativa limitazione del traffico pesante" all'interno del centro comunale.
Questa decisione fu supportata dall'esito di uno studio sul traffico e, in particolare, dalle verifiche statiche eseguite su una specifica infrastruttura: il Ponte sul Torrente Ombrone sulla S.P. 8. Tali verifiche avevano evidenziato un limite strutturale al transito dei mezzi pesanti, spingendo l'amministrazione a scegliere il senso unico di marcia per quel tratto stradale e a dover, di conseguenza, rimodulare a cascata la viabilità sulle altre arterie collegate (come la SR66/Via Vittorio Emanuele II).
Nell'ordinanza si parlava anche dell'avvio di un monitoraggio scientifico con ARPAT (motivazione istruttoria).
Il sindaco modificò l'assetto viario istituendo i sensi unici per testare sul campo uno "scenario ottimale" emerso dagli studi viabilistici del 2020-2021.
Il cambio di viabilità avrebbe dovuto "consentire la campagna da parte di ARPAT per il monitoraggio della qualità dell'aria nel centro abitato".
L'obiettivo dichiarato era permettere ad ARPAT di raccogliere dati reali in ogni stagione dell'anno per verificare se la nuova circolazione producesse effettivi benefici ambientali rispetto alle rilevazioni precedenti.
Tuttavia, stando all'ordinanza originale, il sindaco Puggelli non basò il provvedimento su dati reali e correnti di inquinamento misurati a Poggio a Caiano, ma su tre elementi indiretti o teorici:
Il testo dichiarava una diminuzione media del traffico del 12% e una riduzione di CO₂ e rumore, ma specificava chiaramente che si trattava di una "stima dell'inquinamento" contenuta in uno studio teorico sul traffico (del 2020, aggiornato a fine 2021) commissionato a una società privata, e non di rilevazioni fisiche dell'aria effettuate sul territorio.
L'atto ammetteva esplicitamente che, per stabilire il rischio di inquinamento da PM10 che giustificava legalmente l'ordinanza, il Comune aveva dovuto "riferirsi pertanto alle centraline PO Roma [Prato] e PT-Montale [Montale]".
In altre parole, il provvedimento non si basava su misurazioni dirette della qualità dell'aria effettuate nel territorio comunale di Poggio a Caiano, ma su dati provenienti da centraline situate in altri Comuni e su studi previsionali relativi al traffico.
L'ordinanza stessa dichiarava che i sensi unici venivano istituiti anche "al fine di consentire la campagna da parte di ARPAT per il monitoraggio della qualità dell'aria ed acustico nel centro abitato".
Ciò significa che la nuova organizzazione della viabilità fu introdotta prima dell'avvio della campagna di monitoraggio prevista sul territorio comunale. L'obiettivo dichiarato era consentire ad ARPAT di raccogliere dati reali per valutare nel tempo gli effetti delle modifiche viarie sulle condizioni ambientali del centro abitato.
In sintesi, il Comune adottò il nuovo assetto viario sulla base di studi previsionali e di dati provenienti da centraline esterne al territorio comunale, mentre le misurazioni dirette previste a Poggio a Caiano sarebbero state effettuate successivamente attraverso le campagne di monitoraggio di ARPAT.
I documenti ARPAT esaminati riguardano esclusivamente i livelli di immissione del rumore generato dall'infrastruttura stradale. L'indagine è stata condotta dall'Area Vasta Centro - Settore Agenti Fisici di ARPAT, struttura che si occupa di rumore, vibrazioni e campi elettromagnetici.
Per chiarezza, la campagna di misurazione ante operam è stata effettuata dal 16 al 23 dicembre 2023. Successivamente, nel maggio 2025, è stato realizzato il nuovo asfalto a bassa emissione acustica sulla SR66. Dopo i lavori sono state eseguite ulteriori verifiche e confronti, confluiti nella relazione finale emessa il 2 febbraio 2026.
I dati ARPAT evidenziano una situazione di persistente criticità acustica lungo la SR66 "Pistoiese".
Il monitoraggio successivo ai lavori è stato effettuato per verificare l'efficacia del nuovo asfalto a bassa emissione acustica. Dal confronto tra le misurazioni emerge che i livelli di rumore sono rimasti sostanzialmente invariati: nel periodo diurno si registra una diminuzione di appena 0,2 dB, mentre nel periodo notturno si osserva un aumento di 0,9 dB.
La strada è classificata come strada urbana di scorrimento, con limiti pari a 65 dB nel periodo diurno e 55 dB nel periodo notturno.
Le misurazioni ARPAT hanno registrato valori medi settimanali pari a circa 68,8 dB di giorno e 62,5 dB di notte nelle rilevazioni ante operam, mentre le verifiche successive hanno confermato livelli sostanzialmente analoghi.
Nel periodo notturno il superamento dei limiti di legge è superiore a 7 decibel. Considerando che la scala dei decibel è logaritmica, tale differenza rappresenta una condizione di particolare criticità per il riposo dei residenti.
Le conclusioni di ARPAT indicano che gli interventi realizzati non hanno determinato una riduzione significativa dell'esposizione al rumore lungo la SR66.
Nella relazione finale si legge infatti che "sono stati trovati livelli di rumore di valore analogo a quelli da noi misurati nello stato ante operam".
Il traffico veicolare lungo la SR66 continua a rappresentare la principale sorgente di rumore dell'area e i livelli registrati rimangono superiori ai limiti previsti dalla normativa sia nel periodo diurno sia in quello notturno.
Alla luce dei dati disponibili, il quadro acustico rilevato da ARPAT mostra che, nonostante le modifiche alla viabilità e gli interventi di mitigazione adottati nel tempo, i livelli di rumore lungo la SR66 sono rimasti sostanzialmente invariati e continuano a superare i limiti di legge.